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Tredicesima in Svizzera: chi ne ha diritto e quando si paga

La risposta breve

Nessuna legge svizzera rende obbligatoria la tredicesima mensilità. Le spetta se lo prevedono il Suo contratto, un contratto collettivo di lavoro (CCL) che si applica al Suo impiego o una prassi aziendale consolidata, e tre dipendenti su quattro la ricevono. Una volta promessa, è salario e non un regalo: è dovuta anche in un anno difficile e pro rata se Lei inizia o lascia l'impiego a metà anno.

È proprio qui che nasce la maggior parte delle controversie. Il confine tra la tredicesima, che Lei matura mese per mese, e una gratifica, che il datore di lavoro può decidere di non versare, lo traccia il Tribunale federale caso per caso. Il resto di questa guida segue quelle sentenze e tre contratti collettivi sotto i quali lavorano molte persone appena arrivate: alberghi e ristoranti, edilizia e lavoro temporaneo.

La tredicesima è obbligatoria in Svizzera?

No, non per legge. Il Codice delle obbligazioni dice solo che il datore di lavoro deve pagare il salario convenuto o d'uso, oppure quello stabilito da un contratto normale o collettivo (art. 322 CO). Ognuna di queste tre strade può portare a una tredicesima, quindi può spettarLe anche se la parola non compare nel Suo contratto.

Nella pratica è la regola. Nel 2024 il 75,9% dei dipendenti ha ricevuto una tredicesima, secondo l'Ufficio federale di statistica. Delle imprese interpellate, il 46,4% la versava a quasi tutto il personale e solo il 27,9% non la versava a nessuno. I bonus sono molto più rari: li ha ricevuti il 32,6% dei dipendenti, in media CHF 11’967 all'anno.

La via più sicura è il contratto scritto. Il datore di lavoro deve comunicarLe per scritto, entro un mese dall'inizio del rapporto, il salario e gli eventuali supplementi salariali (art. 330b CO). Se l'offerta dice «CHF 6’000 × 13», il tredicesimo versamento fa parte del salario. Se dice «CHF 78’000 all'anno», dividerli in 12 o 13 rate cambia solo il momento in cui arrivano i soldi, non l'importo.

Attenzione però alle parole. Il Codice chiama «gratificazione» la retribuzione speciale versata in occasioni come Natale o la chiusura dell'esercizio (art. 322d CO), e quell'articolo lascia al datore di lavoro molta più libertà delle norme sul salario. Nei contratti la stessa cosa si chiama spesso gratifica o bonus, e una clausola che promette «una gratifica pari a uno stipendio mensile» può voler dire due cose molto diverse. Torniamo più sotto sul criterio che le distingue.

La seconda strada, il contratto collettivo, è quella in cui la tredicesima smette del tutto di essere negoziabile.

Quando un contratto collettivo la rende obbligatoria

Quando il Consiglio federale conferisce l'obbligatorietà generale a un contratto collettivo, questo vale per tutti i datori di lavoro del ramo, associati o no. Tre contratti dell'elenco della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) prevedono una tredicesima intera, e ognuno regola i dettagli in modo diverso.

Alberghi e ristoranti

Il contratto collettivo nazionale di lavoro per gli alberghi, i ristoranti e i caffè (CCNL) dà a ogni collaboratore una tredicesima pari al 100% del salario lordo mensile. In un anno incompleto Lei riceve una quota proporzionale, con un'eccezione che sorprende molte persone appena arrivate: se il rapporto di lavoro è disdetto durante il periodo di prova, la quota decade. La base di calcolo è il salario lordo mensile medio del periodo, e se la tredicesima è versata ogni mese o insieme al salario orario, si aggiunge l'8,33%. Va pagata al più tardi con il salario di dicembre o alla fine del rapporto di lavoro.

Articolo 12 del CCNL alberghiero: tredicesima pari a un salario lordo mensile, pro rata in un anno incompleto, persa se il rapporto è disdetto nel periodo di prova, 8,33% se versata ogni mese o all'ora, dovuta a dicembre o alla fine
Articolo 12 del CCNL: tredicesima intera, pro rata in un anno incompleto salvo disdetta nel periodo di prova, dovuta con il salario di dicembre o alla fine del rapporto. Fonte: l-gav.ch, consultato il 17 ottobre 2026.

Edilizia

Nell'edilizia principale il contratto nazionale mantello (CNM), di obbligatorietà generale fino alla fine del 2031, segue la linea opposta sul periodo di prova. Lei ha diritto alla tredicesima dall'inizio dell'impiego (art. 45), e se non lavora un intero anno civile riceve una quota pro rata, senza eccezioni per il periodo di prova. Chi è pagato al mese riceve a fine anno un salario medio mensile; chi è pagato all'ora riceve l'8,3% del salario determinante dell'anno. Con un accordo scritto può essere versata ogni semestre, e chi è soggetto all'imposta alla fonte può concordare un versamento mensile. In ogni caso il conteggio salariale deve indicarla su una riga a sé (art. 46). Anche gli apprendisti del settore ne hanno diritto.

Lavoro temporaneo

Se lavora tramite un'agenzia di lavoro temporaneo, il Suo contratto rientra di solito nel CCL per il settore del prestito di personale, e lì la tredicesima è inclusa in ogni ora lavorata. Fuori da Ginevra, dal Ticino e dalle zone con salario elevato, il minimo 2026 per il personale non qualificato è di CHF 3’867.45 al mese, versati 13 volte, ovvero CHF 21.22 l'ora. Con un contratto a ore il CCL aggiunge poi l'indennità per i giorni festivi, l'indennità di vacanza e la quota di tredicesima, così per chi ha tra 20 e 49 anni il vero minimo orario è di CHF 25.70.

Barra e tabella: dei 25.70 franchi del minimo orario 2026 per il personale a prestito non qualificato, 21.22 sono salario di base, 0.68 indennità per giorni festivi, 1.82 indennità di vacanza e 1.98 tredicesima
Il minimo orario 2026 per il personale a prestito non qualificato dai 20 ai 49 anni nelle zone con salario normale, scomposto nelle sue parti. Cifre: CCL per il prestito di personale, decreto del Consiglio federale, FF 2025 3547.

Al minimo, la quota di tredicesima vale CHF 1.98 per ogni ora. Se l'agenzia Le indica una tariffa oraria forfettaria, chieda come si compone: così può verificare che l'indennità di vacanza e la tredicesima siano comprese.

Quando si paga la tredicesima?

La data la fissa il Suo contratto o il contratto collettivo; la legge non indica un mese. Il CCNL alberghiero dice al più tardi con il salario di dicembre, il CNM dell'edilizia a fine anno. Secondo il Codice il salario si paga alla fine di ogni mese, salvo che sia stato convenuto o sia d'uso un altro termine (art. 323 CO), e una tredicesima versata una volta all'anno è proprio un termine di questo tipo.

Il commento al CCNL elenca le varianti: una volta all'anno, in due metà, a fine stagione oppure un dodicesimo aggiunto a ogni salario, che è il modo in cui i contratti visti sopra trattano il salario orario. Nel suo esempio l'amministrazione fiscale di Ginevra usa due metà, a giugno e a dicembre. Il totale di un anno intero non cambia. Cambiano il momento in cui arrivano i soldi e, se è soggetto all'imposta alla fonte, il modo in cui l'imposta viene trattenuta, come vediamo più sotto.

Ciò che cambia tutto è un impiego che non dura l'intero anno civile.

Iniziare o lasciare l'impiego a metà anno: la quota pro rata

La tredicesima matura mese per mese, quindi per una parte dell'anno Le spetta la quota corrispondente. La formula è semplice: salario mensile per mesi lavorati, diviso 12. Se guadagna CHF 6’000 al mese, ha iniziato prima di gennaio e lascia il posto il 30 settembre, la Sua quota è 6’000 × 9 ÷ 12, cioè CHF 4’500. Se è pagato all'ora, la quota è l'8,33% di quanto ha guadagnato nell'anno. Chi lavora a tempo parziale riceve la stessa quota del proprio salario, più basso.

Il Tribunale federale ha applicato proprio questo calcolo in un caso deciso nel 2010 (DTF 136 III 313, in tedesco). Un uomo aveva iniziato il 1° giugno 2007 senza contratto scritto; un'email confermava CHF 6’500 al mese «plus Gratifikation». Il datore di lavoro pagava in ritardo, lui smise di lavorare poco prima di Natale e fu licenziato con una lettera del 27 dicembre. La gratifica non arrivò, e il datore di lavoro diede la colpa al lavoro scadente e ai giorni in cui si era rifiutato di lavorare. Il Tribunale diede torto al datore di lavoro: l'email aveva promesso il pagamento, e i salari in ritardo erano colpa del datore di lavoro stesso. Trattò il pagamento come una gratifica convenuta, ma ne fissò l'importo allo stesso modo, uno stipendio mensile pro rata: 7/12 del salario mensile netto per i sette mesi lavorati, CHF 3’435.90.

Quando il rapporto di lavoro finisce, la quota è dovuta con l'ultimo salario, perché tutti i crediti derivanti dal rapporto diventano esigibili alla sua fine (art. 339 CO). Il datore di lavoro non può trattenerla fino a dicembre. E se l'ultimo conteggio salariale non la riporta, la chieda per scritto, nella lingua del Suo posto di lavoro:

Il mio rapporto di lavoro è terminato il 30 settembre. Il mio contratto prevede una tredicesima mensilità pari a uno stipendio mensile, CHF 6’000. Per i nove mesi di quest'anno mi spettano CHF 4’500 lordi. Vi chiedo di versare questo importo con un conteggio finale corretto entro il 31 ottobre.

Il tranello del periodo di prova merita di essere ripetuto. Con il CCNL alberghiero Lei perde la quota se una delle due parti disdice il rapporto durante il periodo di prova, che per legge è il primo mese, salvo che un contratto scritto o un contratto collettivo fissi un'altra durata, al massimo tre mesi (art. 335b CO). Con il CNM dell'edilizia la conserva. Fuori da un contratto collettivo decide il Suo contratto, ed è per questo che il nome dato al pagamento conta tanto.

Tredicesima o gratifica: come le distinguono i tribunali

La tredicesima è salario: un importo fisso che Lei ha guadagnato. La gratifica è una retribuzione speciale in più, e se Le spetta dipende almeno in parte dalla buona volontà del datore di lavoro. Il Tribunale federale ha tracciato proprio questo confine, citando la tredicesima come esempio di ciò che una gratifica non è (DTF 131 III 615, consid. 5.2, in tedesco). Non decide il nome usato nel contratto, ma ciò che è stato davvero convenuto.

Un caso zurighese mostra fin dove arriva questo principio. Un contratto in inglese prometteva un «13th Month Annual Bonus Payment» fino a uno stipendio mensile di base, a condizione di una valutazione soddisfacente delle prestazioni e di essere ancora impiegata il 23 dicembre. Il datore di lavoro diede la disdetta, il rapporto finì nel novembre 2006 e la dipendente chiese la sua quota per l'anno. Perse in tutti i gradi di giudizio (4A_28/2009, in tedesco): comunque si chiamasse, il pagamento dipendeva dal giudizio del datore di lavoro sul suo lavoro, quindi era una gratifica, e una gratifica può richiedere di essere ancora impiegati alla data del pagamento. Il tribunale zurighese, richiamando una precedente sentenza del Tribunale federale, osservò che un pagamento con carattere di salario non potrebbe essere legato a una data simile.

Diagramma di flusso: un importo fisso o calcolabile è salario; una gratifica promessa dal datore di lavoro è convenuta, come una versata tre anni di fila senza riserva di volontarietà; tutto il resto è una gratifica volontaria
Come i tribunali classificano un pagamento in più: un importo fisso è salario, una gratifica promessa o abituale è dovuta, il resto resta volontario. Schema nostro, basato sulle sentenze del Tribunale federale citate nel testo.

Un importo fisso è sempre salario. Un importo stabilito e convenuto in anticipo non può essere una gratifica (DTF 129 III 276, consid. 2, in tedesco). «Uno stipendio mensile», «CHF 5’000 a dicembre» o «8,33% del salario» non lasciano scelta al datore di lavoro, quindi si tratta di una tredicesima comunque si chiami la clausola, dovuta negli anni difficili come in quelli buoni.

Una gratifica promessa è dovuta, ma l'importo può variare. Se il contratto o un'email dice che riceverà una gratifica senza fissarne l'importo, il datore di lavoro deve versarla e stabilirla in modo equo. Può ridurla per risultati o prestazioni scarsi, se Lei poteva sapere che erano questi i criteri, ma non per motivi che dipendono da lui. Era il caso del 2010 visto sopra: i salari pagati in ritardo dal datore di lavoro non giustificavano un taglio.

Tre anni possono trasformare un'abitudine in una promessa. Una gratifica versata almeno tre anni di fila senza alcuna riserva vale come convenuta, dice la stessa sentenza del 2002. Il caso deciso in quella sentenza, partito dai tribunali di Basilea, mostra l'altra faccia. In quasi dodici anni il versamento annuale di un dipendente di banca era salito da CHF 3’600 a CHF 30’000, su un salario arrivato a circa CHF 132’000. Quando diede le dimissioni per la fine del 2000, la banca non gli versò nulla per quell'anno. Fece causa per i CHF 30’000 e perse, perché la banca aveva segnalato il pagamento come volontario ogni anno tranne uno, e una sola riserva mancata non bastava.

L'importo può trasformare comunque una gratifica in salario. Una gratifica deve restare accessoria rispetto al salario. Se di regola è pari o superiore al salario di base, i tribunali possono trattarne una parte come salario anche con la riserva «volontaria», e con un salario modesto può bastare una gratifica più piccola. Questa tutela ha però un limite verso l'alto: quando la retribuzione totale raggiunge cinque volte il salario mediano svizzero del settore privato, una gratifica discrezionale resta una gratifica (DTF 141 III 407, in tedesco). Per il 2009, l'anno in esame in quel caso, il Tribunale ha fissato la soglia a CHF 354’000.

Per una gratifica davvero volontaria il Codice aggiunge un'altra regola: se Lei lascia il posto prima della data del pagamento, riceve una quota proporzionale solo se il contratto lo prevede (art. 322d CO). Se quindi il Suo contratto parla di «tredicesima/gratifica», chieda per scritto la versione chiara, per esempio: «una tredicesima mensilità pari a un salario lordo mensile, versata con il salario di novembre, pro rata in caso di anno incompleto».

Come viene tassata la tredicesima

È tassata e assicurata come il resto del salario. Le direttive federali sul salario determinante elencano le mensilità supplementari come la tredicesima tra gli elementi del salario, quindi su di essa si pagano i contributi AVS, AI e IPG, e lo stesso vale per le gratifiche. Se compila una normale dichiarazione d'imposta, fa semplicemente parte del Suo reddito annuo e non ha nulla di particolare.

La differenza si vede se paga l'imposta alla fonte, trattenuta dal datore di lavoro su ogni conteggio salariale. I cantoni seguono due metodi, che trattano la tredicesima in modo diverso:

Metodo Come viene trattata la tredicesima Effetto sul conteggio salariale
Modello mensile Si somma al salario del mese in cui è versata, e l'aliquota di quel mese si legge sul totale più alto Una trattenuta più alta nel mese del versamento
Modello annuale, per esempio Ginevra e Vaud L'aliquota si fissa sul reddito annuo previsto, tredicesima compresa La stessa aliquota tutto l'anno

Entrambe le regole vengono dalle FAQ comuni dei cantoni sull'imposta alla fonte. L'esempio di Ginevra (in francese) mostra il modello annuale all'opera: con CHF 5’000 al mese più la tredicesima, l'aliquota si legge per CHF 65’000 all'anno e si applica a ogni versamento, compresi quelli più alti di giugno e dicembre. Vaud indica ai datori di lavoro che una tredicesima nota a inizio anno può essere considerata da gennaio (in francese). In un cantone con il modello mensile, una forte trattenuta a dicembre è il metodo che funziona come previsto, non un errore della contabilità salariale.

Prima di firmare: confronti il totale annuo

Il modo più chiaro per confrontare due offerte è il totale annuo. CHF 6’000 × 13 fanno CHF 78’000, come CHF 6’500 × 12. Le statistiche salariali lo fanno già per Lei: il salario mediano dell'Ufficio federale di statistica include nella cifra mensile un dodicesimo della tredicesima. Un'offerta di CHF 6’000 × 13 va quindi confrontata con una statistica come se fossero CHF 6’500. Lo stesso vale per i salari minimi; Ginevra, per esempio, accetta un salario mensile di base più basso se viene versata una tredicesima, come spieghiamo nella nostra guida ai salari minimi cantonali.

Poi controlli tre righe del contratto. Parla di «tredicesima mensilità» o indica un importo fisso? Dice che cosa succede in un anno incompleto? E all'impiego si applica un contratto collettivo, e quale? Con queste risposte sa che cosa Le spetta, quando è dovuto e che cosa chiedere se non arriva.

Domande frequenti

La tredicesima matura anche durante la malattia o il congedo di maternità?
Nel CCNL per gli alberghi, i ristoranti e i caffè sì: il commento all'articolo 12 dice che il diritto sussiste anche in caso di malattia, infortunio, gravidanza, maternità e servizio militare, e che le assicurazioni d'indennità giornaliera devono coprirlo. Anche il contratto nazionale mantello dell'edilizia chiede che la quota di tredicesima sia assicurata con l'indennità giornaliera di malattia. Fuori da un contratto collettivo legga il Suo contratto e il regolamento del personale, perché il Codice delle obbligazioni non ha una norma scritta per questo caso.
La tredicesima AVS è la stessa cosa della tredicesima mensilità?
No. La tredicesima rendita AVS è un pagamento in più per chi riceve una rendita di vecchiaia, versato per la prima volta nel dicembre 2026 insieme alla rendita di dicembre. Corrisponde a un dodicesimo delle rendite di vecchiaia ricevute nell'anno e arriva in automatico. Non ha nulla a che vedere con il Suo salario o con il Suo datore di lavoro.
Posso rinunciare alla tredicesima in un accordo di fine rapporto?
Non se deriva da un contratto collettivo. Durante il rapporto di lavoro e nel mese successivo alla sua fine non può rinunciare ai crediti che risultano da disposizioni imperative della legge o di un contratto collettivo. Una tredicesima promessa solo dal Suo contratto individuale può invece rientrare in un accordo negoziato, quindi verifichi che cosa copre l'accordo prima di firmarlo.
Entro quanto tempo posso chiedere una tredicesima non pagata?
Entro cinque anni. I crediti derivanti dal rapporto di lavoro si prescrivono in cinque anni secondo il Codice delle obbligazioni, e la tredicesima è salario. Il termine decorre dalla data in cui il pagamento era dovuto, che per la quota dovuta quando si lascia il posto è l'ultimo giorno di lavoro.

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